Vado a cena da Eliana e
Felice, e se anche non riusciamo a mangiare sul loro imponente terrazzo per via
di un temporale da tregenda, la serata è ugualmente vispa e piacevole. Oltre a
me vi sono due amici dei padroni di casa, Federica e Federico, marito e moglie.
Conosco Felice da anni, ma è la prima volta che vado a casa sua. La
conversazione è subito allegra, partecipata, senza intoppi e con rilanci
intelligenti e arguti. Durante l’aperitivo, da antologia per varietà
enogastronomica, scopro che Federica ed Eliana sono rispettivamente presidente
e vice presidente della Conservatoria delle Cucine Mediterranee.
Incuriosito da quella formula così concreta e insieme magniloquente chiedo lumi, e scopro che si tratta di una associazione che mira a valorizzare
il patrimonio di conoscenze alimentari e culinarie dei paesi che si affacciano
sul Mediterraneo partendo dai prodotti agricoli, dai mercati, dai mestieri. In
sostanza, e per quanto riguarda le attività legate al Piemonte, Federica ed
Eliana puntano a tutelare i mercati cittadini, a promuovere gli alimenti
tipici, specie di area montana, a proporre percorsi di educazione alimentare.
Con un simile
preambolo, si può ben immaginare l’iridescente sviluppo della serata, sia sul
piano verbale e aneddotico, sia su quello organolettico.
La conclusione è stata
degna della traversata nelle specialità pugliesi (era il tema scelto da Eliana
per la cena) ed è culminata al momento del digestivo, con la rarità di cui
voglio parlare in questa puntata: il pastis
artigianale Argalà, prodotto a Roccavione, nel Cuneese, da Enrico Giordana e Piero
Nuvoloni-Bonnet. Chi, come me, collega da sempre l’acuto profumo di anice e
liquirizia di quella bevanda all’estate, alla vacanza, al pomeriggio rovente, resterà
folgorato da questa preziosa e nostrana versione del famoso aperitivo (sì, ma
anche digestivo, servito puro con due cubetti di ghiaccio). Argalà, mi ha spiegato
Eliana, mentre sorseggiavo il liquido ambrato e osservavo l’etichetta colorata sulla bottiglia,
è uno dei prodotti valorizzati dalla Conservatoria delle Cucine Mediterranee.

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