Ci sono piaceri collettivi
e piaceri individuali. A Venezia, il piacere di camminare fra i riverberi
verdastri dei canali e le bifore inquiete e silenziose è condiviso per buoni
tratti con molti altri, e questa condizione sembra rendere meno acuto, meno
personale, meno segreto il piacere. Per fortuna, però, vi sono ampie zone della città ignorate dai turisti e nelle quali ci si può avventurare con placida frenesia.
Del resto, come è noto, i piaceri, aumentano di intensità e diventano raffinati
quando si offrono a noi in forma rapinosa, privata, non programmata e privi di
aspettative. Così, anziché far numero nei luoghi di delizia già certificati e
apprezzati dai gaudenti di ogni dove, ci piace percorrere vie laterali e strade
meno battute, alla ricerca di un piacere privato, rubato, alla scoperta di un angolo nascosto che sembra attendere, per essere goduto appieno, una nostra parola
d’ordine, una complicità da iniziati, una svolta imprevista, un alzar d'occhi.
